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Danza.

 

Quest’anno ho compiuto 54 anni. Va da sé che l’anno scorso in questo periodo ne avessi già 53. E l’anno scorso ho preso una decisione un po’ folle forse, ossia di iscrivermi nuovamente a danza dopo almeno 10 anni che non facevo attività fisica, con oltre 10 chili di sovrappeso, già piuttosto curva (che comunque quello della schiena era un problema anche quand’ero giovane), con un’attività lavorativa che in ogni caso mi sottrae energie, e molte. Continua a leggere »

Silenzio

E nel respiParco Sempionero delle stelle

e della bruma autunnale

assetato di pace

silenzioso animo

scivolano via i rumori della strada

i chiacchiericci dei pensieri

e il vento delle emozioni.

Silenzio.

Autunno alle porte

Foto mia - Birstein settembre 2014

Foto mia – Birstein, 12 settembre 2014

Poesia delle piccole sfumature, velluto di una foglia rorida di rugiada mattutina, autunno alle porte, la natura respira a pieni polmoni fin nel più piccolo dei cloroplasti.

Armonioso disordine

(Foto mia)

Non c’è una foglia che si muova all’unisono con le altre. Morbide si scuotono, ognuna a modo suo, spettinate dal vento. Eppure in quell’ampio respiro di etere e aria quanta armonia nell’ondeggiare della chioma dell’alto eucalipto!

Al di là del vetro resta la carezza del vento e il fruscìo delle foglie, lasciando alla fantasia e al ricordo di rumori ormai estinti il compito di creare l’asciutto suono.

Pioggia

Quasi non ne ricordavo il rumore, l’odore. Da qualche ora lenta e costante l’acqua del cielo bagna l’asfalto e i marciapiedi sollevandone fragranze inaspettatamente gradevoli. L’aria, rinfrescata e divenuta frizzante, sospira di sollievo come un neonato a cui vien fatto il bagnetto.

Forse un autunno leggermente in anticipo.

Aria leggera

acqua celeste bagna

viene l’autunno

Bruma lacustre

Silenzio risuona fra le voci di germani reali e passeri. Una sottile bruma incantata si solleva fra riva e riva e nasconde le fate del lago che emergono pallide e lievi. Aspiro l’ara priva d’aromi, sorpresa per l’assenza del salmastro. Lentamente i colori del tramonto sfumano nell’acqua per disperdersi dietro le colline apostrofate da innumerevoli cipressi. Sorrido, incrocio un sorriso. E’ sera.

1° giugno 1994

Sono passati 18 anni da quando mi hai resa madre. Guardo quel tuo viso di ragazza e il tuo mutevole sorriso, ascolto la tua voce veloce carica di vento e di freschezza. Occhi di gatta, piccola dolce gazzella, buon compleanno amatissima figlia mia.