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Archive for 1 marzo 2011

Un’eco ancora, un vento, un’onda. E una voce dal sorriso stanco.

“Mi guardò ancora e quegli occhi limpidi mi ferirono per un’ultima volta. Briciole di autunno, frammenti di inverno, speranze di primavera, ricordi d’estate, mai più, mai più. Vita che scorri nelle vene e fra le pieghe di rughe vecchie e nuove, i tuoi occhi mi ferirono un’ultima volta.

Camminando nelle valli del Lete accanto all’oblìo senza poter mai bere, senza potermi immergere, destinata al perenne ricordo incrociai ancora il tuo sguardo e per un’ultima volta mi lasciai ferire.

Tornare nel profondo degli abissi, dentro il ventre della Grande Madre, ancora feto, ancora niente, ancora una volta mi lasciai ferire dal tuo sguardo limpido.

E scenderò all’inferno per toccare la sete e l’arsura, scenderò per trovarti nel vuoto e nel buio livido squarciato da lingue di fuoco. E lascerò ancora il tuo sguardo vagare nel vuoto, distorto e lontano ma toglierò il mio cuore dal petto e straccerò la mia anima in briciole di fango e terra.

Ho seminato i brandelli del mio essere lungo il mio cammino – è questo vivere infine? – ho fatto fiorire tulipani di risate nel fango di lacrime e sospiri.”

E il vento ancora soffia e pollini di tempo fecondano nuovi fiori e nuove piante, ed i sorrisi in Primavera e i canti del tempo a scordare e ricordare ancora…

(Foto tratta da questo sito)

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