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Archive for the ‘Autunno’ Category

Silenzio

E nel respiParco Sempionero delle stelle

e della bruma autunnale

assetato di pace

silenzioso animo

scivolano via i rumori della strada

i chiacchiericci dei pensieri

e il vento delle emozioni.

Silenzio.

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Armonioso disordine

(Foto mia)

Non c’è una foglia che si muova all’unisono con le altre. Morbide si scuotono, ognuna a modo suo, spettinate dal vento. Eppure in quell’ampio respiro di etere e aria quanta armonia nell’ondeggiare della chioma dell’alto eucalipto!

Al di là del vetro resta la carezza del vento e il fruscìo delle foglie, lasciando alla fantasia e al ricordo di rumori ormai estinti il compito di creare l’asciutto suono.

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Pioggia

Quasi non ne ricordavo il rumore, l’odore. Da qualche ora lenta e costante l’acqua del cielo bagna l’asfalto e i marciapiedi sollevandone fragranze inaspettatamente gradevoli. L’aria, rinfrescata e divenuta frizzante, sospira di sollievo come un neonato a cui vien fatto il bagnetto.

Forse un autunno leggermente in anticipo.

Aria leggera

acqua celeste bagna

viene l’autunno

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In volo

Il vento era forte, teso. Sferzava gli abiti e strappava via le parole. Lei sentiva il corpo di lui, avvolgente, mentre da dietro la aiutava a manovrare il piccolo aquilone arancione facendo leva sulle maniglie. “Sei bravissima”. Non era vero. L’aquilone piroettò troppo rapidamente e cadde a capofitto sulla spiaggia. Lei reagì con un urlo divertito e, saltellando come una bambina, si voltò. Pensava di incrociare il suo sguardo. Ne trovò le labbra, l’odore, il sapore.

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“Il mio sguardo lontano si sfumava attorno alla nave. Dritto, col piede sulla poppa, il suo sguardo sfumava attorno a me incurante del vento che scuoteva il suo kilt. Ancora nelle orecchie il cigolìo dei legni sotto i passi pesanti dei marinai e ancora gli occhi dello stesso colore dell’Oceano, cupi, tempestosi, piantati fino in fondo alle viscere mie sconvolte dai suoi baci.

Accanto a me i suoi quattro figli che non avrebbero mai più rivisto il padre. Mi accingevo ad essere vedova senza sapere se lo fossi stata davvero.

Chiusi i miei occhi verdi mentre i capelli, ben presto candidi anzitempo, si scuotevano ammantati di profumi d’autunno.

Fu la mia quattordicesima vita umana.”

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Alle spalle lascio l’alba, che colpisce di rosso il mio specchietto retrovisore. Davanti a me sbuffi di rosa e azzurro ricevono le prime luci del mattino. Percorro la strada fin troppo nota col cuore un po’ più leggero.

Alla fine dell’inverno ci sarà la primavera

(foto mia). 30 aprile 2009 – Knaresborough – Yorkshire – UK

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In un luogo dove crescono i sempreverdi, mi mancano i colori d’autunno che ricordo nella mia infanzia, il morbido cangiar delle foglie in giallo oro e rosso mattone, per trasformarsi infine in un marron leggero e friabile.

Mi mancano i tappeti di fogliame spazzati di tanto in tanto da una raffica di vento.

Ma oggi il cielo era terso, qualche nuvola color panna montata si disegnava nitida contro l’azzurro, l’aria era scintillante e il sole tiepido e gradevole. Ogni colore era esaltato, da quelli più freddi ai più caldi e intensi.

(Foto scaricata da FreeFoto.com)

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